Team Gosnail · 24 Luglio 2026 · 7 min di lettura
Zoho One vs HubSpot: quale scegliere (e quando nessuno dei due)
Zoho One

Nelle ricerche di una PMI che valuta come organizzare vendite e marketing, Zoho One e HubSpot compaiono spesso insieme, e a prima vista la cosa ha senso: entrambi si presentano come piattaforme complete, promettono di far lavorare i team sugli stessi dati e vengono citati come alternative più accessibili a Salesforce.
Da vicino, però, la somiglianza regge poco. I due prodotti coprono perimetri diversi e fanno pagare le cose in modi molto diversi, al punto che la domanda giusta non è quasi mai “quale dei due è migliore” ma “quale dei due copre il problema che ho”.
Come sempre, una premessa di trasparenza: siamo partner Zoho, e il confronto che segue parte da quella posizione. Per questo lo abbiamo costruito sui listini e sulle strutture di prezzo pubbliche, e comprende i casi, reali, in cui HubSpot è la scelta più sensata.
Cosa fa bene HubSpot
HubSpot nasce nel mondo dell’inbound marketing, l’approccio che punta ad attirare clienti con i contenuti invece che con la pubblicità, e questa origine si sente ancora in tutto il prodotto. Gli strumenti di marketing sono curati, l’interfaccia è tra le più gradevoli della categoria, e l’adozione da parte dei team è in genere rapida, perché la piattaforma accompagna molto l’utente.
Il piano gratuito, poi, è davvero utilizzabile: per una microazienda che vuole iniziare a organizzare i contatti senza spendere, resta uno dei punti di ingresso migliori sul mercato.
La piattaforma è organizzata in “hub” per area funzionale, con Marketing, Sales, Service, Content e Operations acquistabili separatamente o in pacchetto, ciascuno nei livelli Starter, Professional ed Enterprise. Dal 2024 HubSpot ha inoltre adottato un modello a postazioni, in cui pagano gli utenti che modificano i dati mentre la sola visualizzazione è gratuita, una scelta ragionevole che però rende i preventivi meno immediati da leggere.
Il perimetro dei due prodotti
La differenza strutturale tra i due sta nel raggio d’azione. HubSpot presidia molto bene quello che in gergo si chiama front office, cioè marketing, vendite, assistenza clienti e contenuti web. Lì si ferma: la fatturazione, l’amministrazione, la gestione dei progetti in senso pieno, le risorse umane e in generale la parte gestionale dell’azienda restano fuori, da gestire con altri software e altre integrazioni da mantenere.
Zoho One arriva più lontano, perché l’abbonamento comprende oltre 45 applicazioni che vanno fino all’amministrazione, con Books per la fatturazione (in Italia con il connettore per il Sistema di Interscambio, di cui abbiamo scritto in una guida dedicata), alla gestione di commesse e progetti, all’analisi dei dati di tutta l’azienda con Analytics.
A cosa comprende di preciso e come funzionano i piani abbiamo dedicato la guida a Zoho One. Sul solo terreno del marketing gli strumenti di HubSpot restano un riferimento, ma la domanda da farsi è se il problema da risolvere sia il marketing o l’azienda intera.

Quanto costano, e soprattutto come
Il listino HubSpot è articolato e cambia spesso, quindi i valori che seguono vanno presi come ordini di grandezza, verificati a luglio 2026, e da ricontrollare sempre sulla pagina ufficiale dei prezzi. I piani Starter partono da circa 20 euro al mese e sono un ottimo punto di ingresso per realtà molto piccole.
Le cose cambiano al livello Professional, quello che serve a una PMI per avere automazioni vere: lì il modello combina un canone per gli hub, il costo delle postazioni utente e, soprattutto, la fatturazione a scaglioni sui contatti di marketing, per cui il prezzo cresce insieme al database.
Secondo le stime dei partner italiani, una configurazione tipica da PMI con Marketing e Sales Hub Professional, una decina di utenti e diecimila contatti si colloca tra i 1.800 e i 2.500 euro al mese, vale a dire tra i 22.000 e i 30.000 euro l’anno, ai quali va aggiunto un onboarding iniziale obbligatorio che può valere da 3.000 a 15.000 euro. I piani Professional ed Enterprise prevedono inoltre un impegno minimo di dodici mesi con rinnovo automatico.
Dall’altra parte c’è Zoho One, che costa 37 euro per utente al mese con il piano All Employee, il quale richiede una licenza per tutto l’organico, oppure 90 euro con il piano Flexible User. Su un’azienda da 20 dipendenti il piano completo vale 8.880 euro l’anno, con dentro anche tutta la parte gestionale che HubSpot non tocca, e senza fatturazione a scaglioni sui contatti.
La differenza di modello più importante tra i due sta proprio qui. Con HubSpot il costo segue la crescita del database di marketing: superata la soglia inclusa nel piano, ogni blocco di contatti aggiuntivi ha un prezzo mensile, che secondo le fonti di settore vale circa 225 euro al mese ogni cinquemila contatti sul livello Professional.
Per un’azienda che fa lead generation sul serio, cioè proprio il tipo di azienda a cui HubSpot si rivolge, il database cresce per definizione, e con lui la fattura. Con Zoho One il canone dipende invece dalle persone in azienda, ed è un numero che si muove molto più lentamente dei contatti in un database.
Quando HubSpot è la scelta giusta
Il profilo per cui HubSpot ha più senso è l’azienda in cui il marketing è il motore del business e ha una struttura dedicata: un team che produce contenuti con continuità, campagne articolate, un funnel di acquisizione da orchestrare e la disponibilità a investire cifre importanti in quel motore.
In quel contesto la qualità degli strumenti di marketing e l’esperienza d’uso valgono il prezzo, e la parte gestionale mancante viene gestita con integrazioni verso l’ERP o il gestionale esistente. All’estremo opposto, il piano gratuito e gli Starter restano una buona porta d’ingresso per microaziende e liberi professionisti che devono solo mettere ordine nei contatti.
Quando ha più senso Zoho One
Per la PMI italiana tipica, quella tra i 10 e i 100 dipendenti dove il problema non è un singolo reparto ma il modo in cui i reparti si passano le informazioni, la scelta ricade in genere su Zoho One. La suite arriva fino all’amministrazione, il costo si conosce in anticipo perché legato alle persone e non ai contatti, e gli strumenti di marketing compresi nel canone, con Marketing Automation in testa, bastano ampiamente a chi non ha un team marketing strutturato ma vuole comunque fare nurturing e generare opportunità in modo ordinato.
Pesa anche il percorso tipico di queste aziende: molte partono dal riordino delle vendite e scoprono nei mesi successivi di aver bisogno di collegare fatturazione, assistenza e reportistica, e con Zoho One quelle applicazioni sono già dentro l’abbonamento, mentre con HubSpot ognuna di quelle esigenze apre una trattativa con un nuovo fornitore.
Domande frequenti
Gli strumenti di marketing di Zoho valgono quelli di HubSpot?
Sul marketing puro HubSpot resta un riferimento per profondità e cura, ed è giusto dirlo. La domanda utile per una PMI però è un’altra: le proprie esigenze di marketing superano davvero quello che Marketing Automation, Campaigns e Social coprono dentro il canone di Zoho One? Nella nostra esperienza, per la maggior parte delle PMI la risposta è no.
Si può migrare da HubSpot a Zoho?
Sì, ed è una migrazione ben documentata: contatti, aziende, trattative e attività si esportano da HubSpot e si importano in Zoho CRM con strumenti dedicati. Come per ogni migrazione, il lavoro delicato è la pulizia e la mappatura dei dati prima dello spostamento.
Il piano gratuito di HubSpot non basta?
Per un libero professionista o una microazienda che deve organizzare i contatti può bastare a lungo, ed è un ottimo prodotto. I limiti emergono quando servono automazioni vere, più utenti operativi e processi strutturati: a quel punto il salto al livello Professional è economicamente importante, ed è il momento giusto per confrontare le alternative.
I dati restano in Europa con entrambi?
Entrambi i produttori offrono opzioni di residenza europea dei dati e strumenti di conformità al GDPR. Zoho in particolare gestisce data center propri nell’Unione Europea e dichiara di non usare i dati dei clienti a fini pubblicitari.